Tu continuerai
a darmi del maschile anche quando avrò una quarta di reggiseno, mi dice ridendo.
Hai ragione -scusa- è che devo abituarmi, rido anche io.
Estremo come sempre nelle sue scelte. Anzi. Estrema.
Ci siamo rivisti con una scusa. Un libro. Non ti spaventare, mi aveva detto al telefono.
Ci salutiamo ridendo imbarazzati. Arrossisce sotto al trucco pesante. E anche io arrossisco.
Camminiamo.
E cerco di comportarmi come se niente fosse. Di non fare caso agli sguardi della gente. Delle ragazze, soprattutto.
Mi chiedo se anche io ho avuto lo stesso sguardo, incontrandoci.
E’ già buio quando scendo dal tram. Quando mi volto per un ultimo saluto.
Ma non mi guarda. C’è qualcosa che mi turba nei suoi occhi. Qualcosa di remissivo che mi fa venire voglia di chiedere.
E che allo stesso tempo mi impone di tacere.

[...I fell in love with a dead boy...]
febbraio 16, 2007 a 7:50 pm
E\’ molto bello…
febbraio 16, 2007 a 8:22 pm
ma per caso hai rivisto un tuo amico e l\’hai trovato amica?
febbraio 17, 2007 a 3:15 pm
Ganzo! io cmq trovo ipocrita anche chi fa finta di non essere curioso. E\’ normale avere guardi strani, l\’importante è capire quando si oltrepassa il limite dell\’educazione no? Intanto ben tornato su questi schermi
febbraio 18, 2007 a 2:34 am
E fu una crisalide… che divenne farfalla… delle più belle… o falena forse… ma sempre farfalla.
febbraio 18, 2007 a 6:49 pm
è vero bisogna farsi forza (ma tanta forza) e chiedere ciò che si vuol chiedere, e guardare ciò che si vuol guardare, sempre.
febbraio 19, 2007 a 1:08 pm
lo so che non te n\’eri andato, mi fa solo piacere tornarti a leggere, so che hai ritmi diversi, per esempio dai miei… ehi.. perché mi stai guardando in quel modo strano? ehhh tanto lo so che cosa stai pensando.. che ti gudico male perché scrivi pochi post!
P
lo so che non possiamo essere tutti uguali, c\’è chi scrive di più e chi scrive di meno.. tiripeto solo che mi fa piacere leggere ciò che hai da dire
febbraio 19, 2007 a 3:16 pm
gran bel rientrodavvero
febbraio 19, 2007 a 3:28 pm
bellissima immagine
febbraio 19, 2007 a 8:24 pm
bentornato.. scrivi poco… ma quando scrivi…
un bacio.
febbraio 19, 2007 a 10:34 pm
Però non ho capito.
febbraio 20, 2007 a 11:16 am
E\’ sempre così labile il confine tra il dover dire qualcosa e il far bene a tacere.
Io poi.. non lo capisco mai. E sbaglio. Sempre.
febbraio 20, 2007 a 11:36 am
Mi piace sempre leggere ogni volta i tuoi pianosequenza…
febbraio 20, 2007 a 1:43 pm
per quanto certa cinematografia (ma anche politica) ci abbia abituati apparentemente a vedere la confusione sessuale su un unico corpo, è sempre difficile non essere ogni volta sorpresi.
in bocca al lupo a lei, crisalide.
febbraio 20, 2007 a 2:11 pm
certe volte più ci si trucca, più ci si rivela. è come se a quel punto, tra i colori roboanti e carnevaleschi, fosse impossibile ignorare ciò che soggiace.
mamma mia quando scrivi tracina ci lasci tutti di stucco
a.
febbraio 20, 2007 a 5:07 pm
oh questa mi giunge nuova
pur cogliendone il senso a rifletterci
chissà cosa ne pensa la libellula
tutto sommato non gliene fraga nulla credo
gli animali sono molto democratici in ste cose
febbraio 20, 2007 a 8:40 pm
Gli sguardi della gente…a volte fanno più male delle parole…di quelle dette, e di quelle taciute…
°°sempre un piacere passare a trovarti, tracina
un abbraccio
febbraio 21, 2007 a 9:28 am
Grazie per i chiarimenti
febbraio 22, 2007 a 12:00 pm
pianosequenza.. giusto! bravo fly…
febbraio 22, 2007 a 3:58 pm
Ah, le transizioni di genere. Ci donano le donne piu\’ belle che esistano
Agli sguardi dopo un po\’ non ci si fa piu\’ caso… credo che anche tu ne sappia qualcosa.
febbraio 22, 2007 a 4:01 pm
Mi viene in mente la frase di "Avogrado" in "Todo sobre mi madre". diceva qualcosa del tipo che si è tanto più onesti quanto più si assomiglia all\’idea che si ha di se stessi. verosimilmente poi era abbastanza vicino, credo, anche ad un discorso sulla propria sessualità. E\’ facile biasimare anche gli sguardi straniti dei passanti, quasi quanto lasciarsi andare per primi ad un attimo di "smarrimento" e sorpresa. Credo tuttavia sia visibile il confine tra un sentimento di questo tipo e quello del "pregiudizio" o altro affine. curiosamente per certe scelte "ci vogliono le palle". non dev\’essere facile.
e tu sei grandioso quando scrivi. e questa foto disarmante. O sono ubriaca io … non riuscivo bene a leggere senza cadere in quella foto, mi pareva si animasse e tendesse alla tridimensionalità. bah…
marzo 5, 2007 a 12:31 pm
Mah.. elettra, non son esperto come te ma ho un pò di dubbi in proposito.
marzo 7, 2007 a 9:59 pm
Un salutino monocromatico!
Ciao B!
marzo 7, 2007 a 9:59 pm
Un salutino monocromatico!
Ciao B!
marzo 8, 2007 a 10:03 pm
Mi è capitata una situazione simile: mi hanno presentato A. ma dell\’uomo non era rimasto niente. Per me che l\’avevo appena conosciuto era facile usare gli aggettivi al femminile, per i miei amici la questione non si poneva neanche: per loro rimaneva sempre e comunque uomo. Evviva l\’elasticità mentale di un piccolo paesino che fa provincia solo per sbaglio.
(E cmq sono molto invidiosa del tuo quaderno. Io però ho Fulla e prossimamente mi comprerò anche il telo da mare da sfoggiare sulle rive dell\’Idroscalo – se mai ci andassi!)
marzo 9, 2007 a 11:01 pm
Anche il mio ragazzo continua a portarmi nel negozio in cui vendono il pupazzetto di Gesù che moltiplica pani e pesci (che ho visto anche nelle foto a casa della tua amica) ma io stranamente non capisco. Forse perché nello stesso negozio oltre a Gesù c\’è anche la poltrona gonfiabile, la poltrona a sacco, l\’unicorno che impala i pupazzetti e non so quale altra serie di porcate che a lui piace tanto e che vorrebbe ricevere. Ed io nell\’imbarazzo della scelta…. scordo tutto e non scelgo!
Che stronza che sono…
marzo 12, 2007 a 7:39 pm
ciao bel blog
aprile 20, 2007 a 3:58 pm
E quanto la fai lunga! Preparati perchè da un momento all\’altro potrei fare la stessa scelta capovolta anch\’io. Non è colpa mia se scopro che le perosne che mi piacciono sono etero! Immaginati in giro con me barbuta e con il paccone…